Milano, 26 settembre 2019 – Snella e innovativa. Così si presenta Confimprese al traguardo dei vent’anni vissuti all’insegna del dialogo con le istituzioni, nella lotta alla burocrazia, nel supporto alla libertà d’impresa, nel valorizzare competenze ed esperienze degli associati.
«Partiti nel 1999 – conferma Mario Resca, presidente Confimprese – quando si parlava di distretti e filiere ed era forte il peso delle grandi confederazioni di settore, abbiamo immaginato un associazionismo business oriented, che portasse aziende di settori merceologici diversi a uscire dalla loro filiera per condividere esperienze e fare sistema, ponendosi come interlocutore unico nei confronti delle istituzioni. Il ‘club di amici’ fondato da 8 imprenditori, oggi è una delle prime associazioni di riferimento del retail con oltre 350 brand commerciali, 40mila punti vendita, 700mila addetti e 200 miliardi di fatturato».
Oggi il retail sta affrontando sfide importanti: l’accelerazione dello sviluppo tecnologico (digitalizzazione, intelligenza artificiale, realtà aumentata) e la crescente customer centricity (social media, attenzione alla sostenibilità, sharing economy) chiedono di ripensare radicalmente il business model, in un contesto economico-politico incerto non solo a livello nazionale ma mondiale.
«Il nostro Osservatorio sul 3° trimestre registra un rallentamento delle aperture di punti vendita del 10% – spiega Mario Resca -– dovuto all’instabilità politica del Paese, alla Brexit, alla guerra americana sui dazi, anche se moda e food si attestano su andamenti di vendita positivi: rispettivamente +2% e +7 per cento. Tuttavia, dopo vent’anni è giusto fermarsi a riflettere sulle prospettive future e sul ruolo che la nostra associazione deve avere. Al nuovo Governo chiederemo di lavorare su 4 punti nodali per lo sviluppo del retail».
- La riforma della P.A. centrale e periferica, perchè la burocrazia, unita all’incertezza sui tempi della giustizia, è un grave ostacolo allo sviluppo dell’attività imprenditoriale e allontana gli investimenti esteri. Il gap da colmare tra imprese e P.A. è ancora enorme; basti pensare al processo di digitalizzazione, che ha visto le imprese fortemente impegnate sul fronte della fatturazione elettronica e della trasmissione telematica dei corrispettivi ma non è ancora sufficientemente digitale il modo di operare della P.A.
- La tutela della libertà di fare impresa, perché il progresso non consente ritorni al passato e le riforme attuate dai Governi Bersani prima e Monti poi non devono essere rimesse in discussione. Tenere aperti i negozi la domenica e nei giorni festivi spesso vuol dire garantire la sopravvivenza dell’attività stessa e i posti di lavoro che da questa dipendono. La riflessione va spostata su altri tavoli, per garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori, cosa che i grandi player già fanno.
- La lotta all’evasione fiscale. «Abbiamo molto apprezzato – spiega Resca – che il tema sia contemplato nell’agenda del nuovo Governo, perché questo è un nodo importante da sciogliere: l’assurdo è che dobbiamo trovare 30 miliardi per scongiurare l’aumento dell’Iva, in un Paese in cui l’evasione fiscale è stimata pari a 140 miliardi di euro. Servono azioni forti per mettere definitivamente fine a un problema strutturale e culturale del nostro sistema».
- Investimenti in infrastrutture
L’Italia accoglie ogni anno oltre 90 milioni di visitatori stranieri (è il quarto Paese più visitato al mondo secondo i dati ENIT) e sappiamo che questa cifra è destinata a crescere nel prossimo futuro, se sapremo crearne le condizioni. Ad oggi non abbiamo le infrastrutture adeguate, né di trasporto (avete provato ad andare a Matera, quest’anno capitale europea della cultura?) né recettive. E anche su questo fronte il nostro Paese non può più attendere: servono decisioni e investimenti.
1999 -2019: vent’anni al servizio del retail
Nel 2000 Confimprese ha dato il proprio contributo alla stesura prima e all’attuazione poi del Decreto 185/2000 per promuovere l’accesso al credito per le start up in franchising. In anni più recenti si sono succeduti accordi con Unicredit, Intesa San Paolo, Monte dei Paschi di Siena e BPM oggi per garantire supporto sia in fase di avvio e sviluppo delle attività retail. Negli anni 2000 l’associazione ha avviato i primi corsi di formazione sul franchising e progetti per l’internazionalizzazione del retail, tanto che nel 2015 è partita la collaborazione con ICE. Ha costruito basi solide con le istituzioni, scendendo in campo in diverse occasioni su temi centrali per il retail: l’abolizione dell’obbligo di chiusura settimanale e della distanza minima per i pubblici esercizi, la normativa sul part time e sull’apprendistato, la legge 129/2004 sul franchising, vendite promozionali e saldi.
Tra le attività recenti non solo la battaglia contro il disegno di legge sulle chiusure festive dei negozi, che è valsa a Confimprese il Premio Antitrust 2019 per l’impegno profuso nel tutelare i diritti dei consumatori e la libertà di fare impresa, ma anche l’accordo con Confindustria, per realizzare azioni congiunte su temi di comune interesse quali infrastrutture, cuneo fiscale, semplificazioni amministrative.
«È notizia di questi ultimi giorni – conclude Resca – la riapertura del dibattito sulle chiusure dei negozi. Sembrava un tema superato, ma il nuovo Governo comincia a riparlarne come se fosse una priorità per l’Italia. Se necessario, Confimprese è pronta a riscendere in campo e ribadire il proprio no a provvedimenti anacronistici e deleteri per l’economia del sistema Paese».