La questione che ha sottoposto alla nostra attenzione è complessa: nel caso in cui non sia stato raggiunto un accordo con il landlord, non vi è una giurisprudenza consolidata (ciò in ragione della novità della materia) che stabilisca se sia corretto non corrispondere l’intero canone o quale sia il canone “giusto” da corrispondere per il periodo in cui non è stato possibile utilizzare i locali. Allo stesso modo, non è possibile stabilire, in astratto, quali rischi corra il tenant nel caso in cui non paghi il canone: non si può infatti escludere a priori che il proprietario utilizzi i rimedi previsti dal contratto o dalla legge per risolvere lo stesso, che escuta la garanzia (se prestata) o, ancora, che agisca in giudizio per ottenere lo sfratto per morosità. Come può immaginare, non è per noi possibile – in astratto e per sole ipotesi – valutare la bontà della strategia o verificare che la stessa possa avere conseguenze negative nei confronti del conduttore: è necessario esaminare i singoli contratti e prevedere una strategia per il singolo caso, facendo attenzione alle conseguenze giuridiche della decisione di pagare il canone soltanto parzialmente. Rimaniamo a Sua disposizione qualora necessitasse di ulteriori chiarimenti sul tema e qualora voglia contattarci per una valutazione delle singole posizioni. [15 dicembre 2020]