Il primo weekend dei saldi 2026 chiude con un -0,3% a valore sul totale retail rispetto allo stesso week end 2025. Abbigliamento-accessori a -0,4% e visite in calo del -2,4%, altro retail a -0,1% ma visite al +1,4%.
Centri commerciali primo canale per performance indicati da quasi il 60% dei retailer.
Lazio, Campania e Marche le regioni più dinamiche.
Gli sconti non bastano a rilanciare la domanda: il potere d’acquisto e il caldo frenano gli acquisti, mentre i consumatori continuano a privilegiare spese mirate e sotto controllo. Tra i fattori impattanti sul calo delle vendite, il 36,7% indica la riduzione del potere d’acquisto e il meteo
Milano, 9 luglio 2026 – Una partenza dei saldi estivi 2026 sostanzialmente debole a totale mercato. Le vendite sia per abbigliamento-accessori -0,4% sia per altro retail -0,1% sono leggermente negative. Lo scontrino medio registra trend simili in termini quantitativi, quindi senza spostamenti rilevanti rispetto al 2025. Sul fronte delle visite, abbigliamento-accessori segna un calo del -2,4%, mentre altro retail evidenzia un’affluenza in lieve crescita rispetto al 2025 a +1,4%.
Queste le rilevazioni del centro studi Confimprese sul primo week end dei saldi estivi partiti il 4 luglio.
«I saldi non sono più, da soli, un motore dei consumi – avverte Mario Resca, presidente Confimprese –. I clienti cercano convenienza, ma acquistano solo ciò che ritengono realmente necessario. È un consumatore più selettivo e consapevole, che confronta prezzi e rinvia gli acquisti non indispensabili. Per questo oggi la competitività del retail si gioca sempre di più sulla qualità dell’offerta, del servizio e dell’esperienza d’acquisto, oltre che sullo sconto. Il consumatore controlla il valore dello scontrino, confermando un approccio prudente anche durante il periodo promozionale».
| Settore merceologico | Vendite | Scontrino Medio | Visite |
| Abbigliamento-accessori | -0,4% | -0,3% | -2,4% |
| Altro retail | -0,1% | -0,1% | 1,4% |
| Totale complessivo | -0,3% | -0,2% | -0,6% |
Nel comparto abbigliamento-accessori emerge un disallineamento tra traffico e vendite: a fronte di un calo delle visite e di uno scontrino medio sostanzialmente stabile, le vendite registrano una flessione contenuta. Al contrario, per altro retail l’incremento delle visite non si traduce in un analogo miglioramento delle vendite, che rimangono pressoché stabili. Tali dinamiche suggeriscono differenze nel comportamento d’acquisto dei consumatori e, nel caso da abbigliamento-accessori, risultano coerenti con un possibile miglioramento del tasso di conversione.
Canali di vendita: centri commerciali indicati come canale d’elezione dal 57% dei retailer
Il canale meglio performante nel week end di saldi rimane il centro commerciale, indicato da quasi il 60% dei retailer. Seguono, con distacco, high street e outlet.
| Canali – top performer | |
| Centri commerciali | 57% |
| Vie dello shopping della città | 14% |
| Outlet | 14% |
| Online (siti e-commerce dei singoli brand/retailer) | 7% |
| Negozi di prossimità | 7% |
Fattori impattanti sul calo delle vendite:
quasi un terzo dei consumatori indica la riduzione del potere d’acquisto e il meteo
Riduzione del potere d’acquisto e fattori climatici sono i driver principali per i retailer sull’andamento del primo week end di saldi. In particolare, l’ondata di calore ha influenzato le visite in abbigliamento-accessori, comparto fortemente meteoropatico.
| Quali fattori ritieni stiano impattando le vendite durante i saldi? | |
| Riduzione del potere d’acquisto | 36,7% |
| Clima e conseguenti dinamiche stagionali | 36,7% |
| Presaldi per clientela fidelizzata | 6,7% |
| Promozioni continuative online | 6,7% |
| Incertezza sul futuro | 6,7% |
| Prodotti nuovi | 3,3% |
| Saldi e promo presenti tutto l’anno | 3,3% |
Regioni al top: Lazio, Campania, Marche
Le regioni indicate dai retailer come più performanti sono: Lazio, Campania e Marche. Sul fronte delle performance più deboli non emerge una specifica concentrazione geografica.
| Regioni meglio performanti | |
| Lazio | 13,3% |
| Campania | 11,7% |
| Marche | 10,0% |
| Toscana | 8,3% |
| Emilia Romagna | 6,7% |
| Trentino Alto Adige | 6,7% |
| Lombardia | 5,0% |
| Liguria | 5,0% |
| Molise | 5,0% |
| Calabria | 3,3% |
| Friuli Venezia Giulia | 3,3% |
| Piemonte | 3,3% |
| Puglia | 3,3% |
| Sardegna | 3,3% |
| Umbria | 3,3% |
| Abruzzo | 1,7% |
| Basilicata | 1,7% |
| Sicilia | 1,7% |
| Veneto | 1,7% |
| Val d’Aosta | 1,7% |