Resca, Confimprese: «Cidg: colpo di scena dell’Inps che richiede ulteriori domande alle imprese del commercio»

 Situazione gravissima sugli ammortizzatori sociali. A 8 settimane dal lockdown, le catene del commercio con negozi localizzati in più di una regione non hanno ancora ricevuto conferma di accettazione della cassa in deroga. Intanto, richiesto doppio passaggio – prima Mise e poi Inps – per le aziende multilocalizzate

Milano, 8 maggio 2020 – A 8 settimane dall’avvio delle misure sugli ammortizzatori sociali varate dal governo la situazione è drammatica. L’Osservatorio Confimprese rileva che oltre l’80% delle aziende associate (350 brand commerciali, 700mila dipendenti) ha fatto richiesta della cassa in deroga per aziende multilocalizzate, ma l’85% di queste non ha ancora ricevuto conferma di accettazione. Il 100% dichiara che la Cigd non è ancora stata erogata. Il picco delle richieste si è verificato nella 5° settimana di chiusura dal 6 al 12 aprile, seguito dall’8° settimana (27 aprile-3 maggio).

Il colpo di scena arriva dall’Inps che precisa che per le aziende multilocalizzate il Mise effettua l’istruttoria e, nel caso in cui accerti la sussistenza dei presupposti, quantifica l’onere previsto e lo trasmette all’Inps. A seguito dell’avvenuta emanazione del decreto ministeriale è necessario inviare un’ulteriore richiesta con il modello IG­_15­_deroga. Per ottenere il pagamento le imprese devono anche compilare anche il SR41 per il conteggio delle ore di ogni singolo dipendente.

«La situazione è gravissima, i dipendenti delle imprese del commercio sono disperati. La burocrazia è la piaga del nostro Paese, si rivela inefficace e rischia di mettere in difficoltà le famiglie che non hanno neanche più le risorse per fare la spesa. Le imprese del commercio non hanno liquidità, rinunciano a riaprire i negozi, il 30% rischia di non alzare le serrande. Prevediamo un futuro nero che si aggraverà con l’arrivo dell’autunno» così Mario Resca, presidente Confimprese.

Negativi anche i risultati sul Fondo integrazione salariale (Fis). È stato erogato al 3,6% delle imprese e il 52% di chi ha fatto richiesta ha ricevuto conferma di accettazione, ma solo il 40% ha chiesto all’Inps il pagamento diretto al lavoratore. Il 21% dei dipendenti, che non ricevono stipendio da 2 mesi, a fronte dell’accordo di Abi con alcuni istituti di credito per l’anticipo della Cigd, si è visto rifiutare dalla propria banca l’anticipo della mensilità.