Resca, Confimprese: «Il commercio guarda alla Toscana. E apre 30 nuovi punti vendita: food e fashion in pole»

Resca, Confimprese: «Il commercio guarda alla Toscana. E apre 30 nuovi punti vendita: food e fashion in pole»

 

(Milano, 27 febbraio 2017) – Nonostante la Toscana non sia terra di conquista per il commercio italiano, non mancano buoni piani di apertura per i soci Confimprese. La maggior parte dei retailer è già ampiamente rappresentata sul territorio grazie a numerosi punti vendita aperti negli anni passati, compresa la lunga litoranea viareggina. Tuttavia, sullo sviluppo di nuovi esercizi commerciali pesa la crisi di tre grandi aree, che hanno lasciato sul terreno parte del loro appeal: la zona grossetana che stenta a trovare vigore, quella livornese su cui ha inciso la perdita di posti di lavoro nell’area portuale, per finire con la grande crisi del tessile a Prato, divenuta una vera colonia cinese.

I dati Confimprese Lab-Nielsen hanno registrato in Toscana una crescita a valore del +3,9% sia nel progressivo gennaio 2017 vs 2016 sia nel solo mese di gennaio. Segno più anche per i centri commerciali che sempre in gennaio hanno segnato un incremento del 2,42 per cento.

«La maggior parte dei nostri associati – spiega Mario Resca, presidente Confimprese (300 marchi commerciali, 30mila punti vendita, 600mila addetti con un fatturato di 144 miliardi di euro pari al 16% dei 900 miliardi del totale retail) – è già presente sul territorio toscano da molti anni sia nelle città a grande vocazione turistica sia sulla costa tirrenica. Le nostre aziende, che aprono nuovi punti vendita prevalentemente in franchising, sono di settori merceologici diversi e testimoniano la vitalità della formula distributiva, che consente con investimenti iniziali contenuti di avviare un’attività autoimprenditoriale sotto l’egida protettiva del franchisor. In Toscana apriremo 32 di nuovi store con una ricaduta occupazionale di circa 182 persone assunte».

I settori trainanti sono fashion e food, dove gioca un ruolo importante il fast casual food, mutuato dal mito culinario americano e reinterpretato attraverso l’estro italiano. Tra i trend in atto da segnalare l’interesse per il centro commerciale I Gigli che, in vista del suo ventesimo compleanno celebrato a partire da maggio, ha impostato un’imponente campagna di riqualificazione. Numerosi gli interventi e i lavori realizzati per ampliare l’area e per inserire nuovi brand.

Aperture e nuova occupazione per settore

Il food si conferma tra i settori più vitali. Buoni i piani di sviluppo di Queen’s Chips (patatineria take away) che, già presente a Firenze, aprirà nuovi negozi ad Arezzo, Grosseto, Lucca, Pisa, Prato e Siena con 5 addetti per punta vendita per un totale di 30 neoassunti. America Graffiti, che nel Belpaese ha portato la tradizione dei diner americani in due format di ristorazione in franchising, l’american diner e il fast food, aprirà a maggio un nuovo locale a Grosseto presso il centro commerciale Maremà con un totale di 20 addetti. Il gruppo spagnolo 100 Montadidos aprirà 2 ristoranti a Pisa e Firenze con circa 30 persone. Lowengrube, oltre ai ristoranti tipici bavaresi, ha lanciato un nuovo street food, il Lowen Wagen con cui sbarcherà a Livorno nei prossimi mesi con 3 addetti all’interno. Grazie a una carrozza completamente accessoriata è possibile vendere birre di alta qualità, hot dog gourmet e i famosi brezel della Lowengrube.

Nel fashion i retailer Confimprese che aprono in Toscana sono tutti di matrice campana. A cominciare dal brand partenopeo Camomilla Italia che, da poco sbarcato nel centro commerciale di Maremà a Grosseto, ha un piano di sviluppo nelle seguenti città: Firenze, Livorno, Pisa e Siena con 4 persone per singolo store per un totale di 16. Il gruppo sta cambiando pelle in termini strategici e di comunicazione grazie all’avvio della collaborazione con l’agenzia Grey United, a un significativo investimento in termini di comunicazione e all’adesione al progetto benefico Pink is good della fondazione Umberto Veronesi. Anche la napoletana Piazza Italia conta di aprire un nuovo store in luglio nel centro commerciale I Gigli e di assumere 13 addetti alla vendita. Nell’abbigliamento bambino il gruppo napoletano Original Marines apre un nuovo negozio a Gubbio in centro storico con 3 commesse più una part time.

Nelle calzature Pittarosso, che è da poco divenuto sponsor ufficiale del team Ducati Corse, arriverà a breve a Siena con un nuovo store e una media di 12 addetti.

Nell’oggettistica anche l’azienda altoatesina Thun prevede a breve lo sbarco a Pisa e Siena con 3 addetti a negozio per un totale di 6.

Nell’immobiliare il gruppo Tecnocasa ha stimato l’apertura di 18 nuove agenzie affiliate tra Tecnocasa e Tecnorete sparse nelle principali città con una media di 4 agenti per un totale di 72 persone.

Quanto alle qualifiche le figure più richieste sono nel caso di fashion, accessori, ottica ed entertainment addetti alla vendita, cassieri, ma anche assistant store manager e store manager, mentre food e ristorazione cercano cuochi, addetti di sala, alla griglia, camerieri, magazzinieri, cassieri, banconisti, direttori di punto vendita. I retailer richiedono anche disponibilità a muoversi sul territorio e a lavorare nei turni serali, di domenica e nei festivi soprattutto nei picchi di alta stagionalità. Il retail è un settore dinamico che offre posti di lavoro anche alle risorse più giovani.

Per le tipologie contrattuali prevale il contratto di apprendistato per le risorse più giovani da trasformare in tempo determinato o indeterminato. Significativo il numero di giovani il cui tirocinio è stato direttamente convertito in contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti. È frequente che all’interno dei punti vendita con più di 4 risorse ve ne sia anche una impiegata part-time, contratto che permette maggiore flessibilità e una turnazione di più persone. Nella ristorazione il contratto viene stipulato inizialmente con l’agenzia per il lavoro e in fase successiva trasformato in tempo determinato e apprendistato. Nel fashion si applica spesso il CCNL Commercio a tempo determinato per la prima fase con consolidamento successivo come indeterminato o apprendistato.

Gli stipendi variano da 1200-1400 euro lordi mensili spalmati su 14 mensilità annue per gli impiegati full-time. A seconda delle mansioni sono previste ulteriori specifiche: per banconisti, commessi, camerieri, addetti di sala inquadrati full time 40 ore la busta paga è di 1200 euro, che scendono a 750 per i part time 20 ore. Per direttori e store manager full time 45 ore lo stipendio è di 1400 euro.